Sulla strada di Gretel – ne parla Felice Tursi

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A piedi nudi entro nel percorso sacro
ove per fortunosa sincronicità la poesia
mi ha chiamato forse per farmi luce.
(Felice Tursi)

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CANTO A DUE VOCI

Canto a due voci

Tante amicizie durano una vita e tante altre si sfaldano dopo pochi anni, alle prime difficoltà, alle prime divergenze. E’ questa, credo, la differenza che intercorre fra un rapporto d’amore e un’attività sociale più o meno attenta. Sì, un rapporto d’amore, perché un’amicizia duratura, cementata anziché frantumata dalle difficoltà della vita, è pari ad un matrimonio riuscito, un matrimonio d’altri tempi come ce ne sono sempre meno.
Delia e Maria sono amiche da quarant’anni. Scrivono insieme per un’esigenza interiore, per dare forma concreta a un sentimento che non è misurabile se non col cuore, negli atteggiamenti di sacrosanto amore che, talora, non ha bisogno di parole ma solo di presenza. Una presenza fisica, certo, ma soprattutto psicologica, che sia capace di un sorriso al momento giusto, di una battuta che sdrammatizzi una giornataccia, di una carezza o di un abbraccio anche ideali, di un’apparizione a sorpresa.
Leggere CANTO A DUE VOCI è come andare al luna park, fra semoventi cavalli di una giostra colorata e  brusche virate del lotto volante, passando dal rassicurante trenino agli scossoni dell’autoscontro.
Si incontra un flusso continuo di pensieri, intercalato da parole sussurrate, decise, afone, gridate. C’è la vita di due amiche, raccontata senza filtri, affrontando le emozioni talora inespresse del passato e i sentimenti immutati del presente. In un clima di pura sorellanza, sullo sfondo, compaiono sempre le amiche, le altre, quelle che non scrivono ora, ma che hanno vissuto, con Delia e Maria, gioie e dolori, esibendo senza mistificazioni sorrisi e lacrime. E poi… c’è la “bestia”, il cemento di questa amicizia, il tornado che avrebbe potuto spazzare via tutto e che, invece, da ventitré anni assiste impotente al trionfo dell’Amore, alla celebrazione dell’Amicizia, alla sconfitta della “malattia”.
Il miracolo della vita si rinnova ogni giorno. Delia  non abbassa lo sguardo né la voce. Riesce ad uscire dal suo corpo immobile e a volare, libera,  oltre i limiti di quel puro involucro. E ride, gioca, sfotte, urla, esige, ottiene, ama, VIVE. L’amore, la forza, la determinazione di cui è capace suscitano amore, forza, determinazione in chi la circonda. Da ventitré anni.
Le due amiche si tengono idealmente per mano per tutte le pagine. Il loro è davvero un canto a due voci che incrocia la dolcezza dei ricordi, la paura dell’ignoto, la gioia per i figli, il tormento per le difficoltà, la coerenza per il quotidiano, la tenerezza per quanto in comune hanno vissuto e saputo ricordare, accordando, ognuna, la propria voce a quella dell’altra.

La rabbia

Ero convinta di essere riuscita a sconfiggere la rabbia e, invece, è sempre lì in agguato, non mi molla. Passa il suo tempo acquattata, nascosta, in silenzio, ma finge. Finge di essere sparita. Finge di essere mia amica. Finge, subdolamente. E poi ricompare quando meno me lo aspetto. Mi azzanna, mi sfibra, mi toglie le forze. Si sostituisce a me e fa danni, forse irreparabili…